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Delitto a Stoccolma

Delitto a Stoccolma è il secondo volume della serie della giornalista Annika Bengzton, dopo Studio Sex. Entrambi i volumi sono fuori catalogo, ma questo, 'Delitto a Stoccolma', sta per essere ripubblicato da Marsilio. L'edizione a cui mi riferisco è della serie Giallo Mondadori Oro, pubblicato nel 2001.

03 Mar 2015 0 comment   Feronia

Alla vigilia dei Giochi Olimpici, quando tutti i giochi politici sono fatti e Stoccolma è pronta ad accogliere l'evento, lo stadio di Stoccolma è colpito da una bomba che ne distrugge gran parte. Mentre tutti i media corrono alla notizia del boicottaggio, seguendo la pista di vecchi sospettati dalla polizia, Annika Bengzton, nominata da poco Caporedattrice della nera per La Stampa della Sera, con un intuito unico e particolare, 'sente' che c'è altro in gioco. Perciò non si risparmia nel cogliere quanti più particolari possibile, oltrepassando, insieme al suo fotografo, i limiti reali e metaforici per avvicinarsi al luogo dell'attentato e alla verità.

La verità inizia a palesarsi quando Annika e il fotografo si accorgono che in un punto dello stadio la polizia sta letteralmente raccogliendo i resti di un corpo. La caccia al nome della vittima non è subito facile, nonostante il feeling di Annika con la sua fonte preferenziale. Sì, perché la vittima è Christina Furhage, Direttrice del Comitato dei Giochi Olimpici, donna famosa, quasi un modello per tante, da tutti amata. Ma ancora i media credono nell'ipotesi dell'attentato ai giochi, non Annika, che subito si accorge che Christina non era quel che viene fuori dalle immagini ufficiali, che molte zone misteriose sono nella sua vita, che era da tempo minacciata, al punto da chiedere e ottenere la cancellazione dal registro degli abitanti di Stoccolma.... inesistente, per chi volesse cercarla!

Parte l'avventura della caccia alla notizia. Una caccia che Annika sa condurre nel rispetto delle persone che incontra, di quelle che ruotano intorno alla vittima, affrontando inoltre altri due fuochi incrociati: suo marito Thomas e i suoi figli da un lato (siamo vicini al Natale e Annika trascorre quasi tutto il suo tempo in redazione), e i suoi collaboratori al giornale dall'altro, che la ostacolano e non accettano né rispettano il suo nuovo ruolo.
Con un costante ritmo 'andante', la Marklund non si risparmia: colpi di scena continui, falsi indizi e piste errate, la vita privata dei protagonisti, tengono il lettore sempre in crisi di astinenza quando deve lasciare il libro! L'autrice riesce davvero a narrare il delitto con uno sguardo completo e attento alle vite dei personaggi implicati.

La tesi dell'attentato olimpico si alterna fino alla fine con quella di Annika, che si sia trattato cioè di un omicidio mirato alla persona della Furhage, fino al magistrale colpo di scena finale, che l'autrice lascia solo debolmente e finemente intendere nelle pagine precedenti, muovendosi con la scrittura esattamente come la sua 'investigatrice' Annika si muove con le ipotesi e gli indizi... inavvertitamente, senza che il lettore ne abbia razionale consapevolezza.
C'è poi la descrizione continua di un mondo 'a parte', che è quello delle redazioni giornalistiche, con i problemi, le invidie, gli sgambetti che ben conosce chi ci sta dentro, e soprattutto la passione e la totale dedizione al proprio lavoro, qualcosa che non ha eguali in altri ambienti di lavoro. L'autrice ci fa davvero respirare l'aria di quella redazione, con i sospetti, le veglie, le telefonate alle fonti, le corse 'a chi fa prima' sui luoghi del 'delitto'. Fa venir voglia di farlo, quel lavoro, di viverci in una redazione così!
Ha una sua bellezza inoltre l'ambientazione nel periodo in cui il libro è stato scritto e pubblicato, il 2001, quando cioè le redazioni giornalistiche non erano ancora 'tecnologiche' come ora. Per chi era adulto in quegli anni, la sensazione che anche quello 'è storia', è straniante e affascinante. Si spera che la nuova edizione non abbia a modificare l'odore e il sapore di quelle ambientazioni per amor di 'attualità'!

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